Un pesce... infornato alle Seychelles

di Ilaria Castelnuovo e Stefano Pirani

La passione per il mare e per l’avventura mi hanno portato, questa volta, alle Seychelles, uno straordinario arcipelago di ben 115 isole e atolli, che si estendono nel pieno dell’Oceano Indiano, poco sotto la linea dell’equatore: una meta che, seppur turistica, conserva integri tanto la sua cultura che il suo territorio, che è in grado di emozionare chiunque con un incredibile biodiversità e paesaggi mozzafiato, oltre che con un mare ricco di pesci fino all’inverosimile. Le Seychelles sono un’eccellente meta per un viaggio che coniughi relax, pesca e l’immersione totale in una natura incontaminata che è la vera, grande protagonista di questo paese. E’ un paese ricco anche di una cultura multietnica, frutto di un passato coloniale intenso e relativamente recente che ha visto fondersi tradizioni africane, asiatiche ed europee, con la forte influenza dei francesi e degli inglesi che ne hanno fatto a lungo una loro colonia. Questo mix di tradizioni ben si apprezza nella cucina di queste isole, capace di inebriare i sensi grazie a ricette ricche di spezie, che riflettono la grande diversità delle razze che costituiscono la popolazione delle Seychelles; influenze francesi, indiane, malgasce ed orientali si fondono in un mix di sapori ed odori che rappresentano l’anima della cucina creola.

Non poteva mancare, tra gli appunti di viaggio, qualche ricetta, ovviamente di pesce, che voglio riproporre nella sua versione originale ma che ben si presta con i nostri pesci mediterranei: ottima quindi per una cena dal sapore esotico, ben adattandosi alla preparazione di una ricciola, una leccia o semplici sugheri di taglia. Pochi ed elementari ingredienti, reperibili con facilità ovunque, uniti ad una preparazione non complicata, vi faranno vivere un viaggio attraverso il gusto irripetibile di questa cucina.

COSA SERVE

  • Teglia da forno

INGREDIENTI (per 2 persone):

  • Filetto di Jack fish: 1 di circa 400/500 gr
  • Salsa di Soia: 2 cucchiai
  • Salsa di pomodoro: 3 cucchiai
  • Olio evo: 3 cucchiai (lo preferiamo agli oli locali meno digeribili)
  • Aglio: 1 spicchio
  • Ginger: grattugiare a piacere
  • Sale: q.b.
  • Pepe: q.b.
  • Peperoncino: 1/2 peperoncino fresco o un cucchiaino in polvere
  • Riso Basmati: 250 gr

Abbiamo preparato questa ricetta con un bel Jack Fish, pesce assai diffuso nelle acque delle Seyschelles, appena pescato durante una uscita in mare, che appartiene alla grande famiglia dei carangidi; un pesce molto simile per aspetto e soprattutto sapore e consistenza della carne alla ricciola mediterranea. Per gustare questa ricetta andranno benissimo anche dei meno esotici sugheri (purchè di taglia), le lecce e, sicuramente, il filetto di una ricciola o di un bel dentice; infatti i sapori e gli aromi della salsa alla base di questo piatto si sposano in modo sublime con le carni di ogni pesce.

PREPARAZIONE

Dopo aver eviscerato e squamato il pesce, lo sfiletteremo, ricavandone due parti che successivamente potremo ancora dividere in due a seconda della sua dimensione e dell’appetito dei commensali.
In una ciotola metteremo i 2 cucchiai di salsa di soia, i 3 cucchiai di salsa di pomodoro (anche la passata va bene), i 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva, lo spicchio d’aglio tritato finemente, il 1/2 peperoncino fresco (in alternativa può essere usato un cucchiaino raso di quello in polvere), il ginger fresco grattugiato (o in polvere) a vostro gradimento, sale e pepe q.b., amalgamando con cura il tutto.
Con l’aiuto di un cucchiaio condiremo accuratamente il filetto con la salsa, su entrambi i lati e all’interno dei tagli precedentemente fatti, per facilitarne la cottura (nel caso di pesci piccoli la salsa verrà messa sulla superficie di tutti e due i lati, nei tagli lungo i fianchi e all’interno del pesce).
Infornare per 30 minuti a 200°C (preoccupandosi di cambiare lato a metà cottura.

Contemporaneamente alla cottura del pesce, cuoceremo in acqua abbondante e non salata il riso basmati, privandolo al massimo dell’acqua di cottura (la cottura senza sale, oltre ad essere una prerogativa della cucina creola, ben bilancerà l’intensità dei sapori). A fine cottura, servire il pesce sporzionato su un letto di riso. Sebbene la birra prodotta alle Seychelles sia decisamente ottima e ben si adatti ad accompagnare le ricette locali.

 

 

Da italiani non potevamo farci mancare l’abbinamento con un buon vino e abbiamo pensato, così, ad un bianco siciliano dal gusto secco, morbido e di media struttura, come un Duca di Castelmonte - Tareni del Duca Inzolia IGT - Pellegrino.