Mi faccio..la barca!

Se la nostra pesca principale è la traina off shore ed il bolentino di alto fondale, salvo non si abiti in luoghi particolarmente fortunati, non c’è scampo e mettiamoci pure il cuore in pace perchè ci vuole un barca vera. Ma se la traina costiera, il bolentino, la traina con il vivo e il vertical animeranno le nostre giornate in mare, credetemi, ogni barca potrà riservare delle sorprese con pochi adattamenti ed anche poca spesa. Certo non potremo trasformare il ranocchio in principe ma i pesci davvero non staranno a guardare con quale barca li andiamo a prendere.

Chi si accontenta gode o… quasi

Per andare in mare e mettere una canna in acqua con profitto non serve poi molto e, oggi, ci sono esempi che ce lo confermano, dagli sportivissimi kayak a piccole barche con buone carene in grado di navigare in modo accettabile. 

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Per una volta possiamo dire che non è la dimensione che fa prendere i pesci: un piccolo scafo sufficientemente “agguerrito” può diventare una micidiale macchina da pesca.

Se una caratteristica sulla quale non sono ammessi compromessi c’è, è quello della sicurezza: un concetto che molti, non di rado, interpretano in modo troppo “ allargato” La sicurezza è un fatto oggettivo, punto di incrocio tra due presupposti importanti come la sicurezza intrinseca del mezzo e la prudenza. Quando non si valicano i limiti delle due cose siamo già un bel pezzo avanti. Ciò premesso, entriamo nel dettaglio di quelle che sono le caratteristiche minime che dobbiamo trovare in uno scafo. 

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I kayak da pesca sono una nuova tendenza e a giudicare dagli appassionati e dalle loro catture c’è da dire che sono dei fisherman a tutti gli effetti 

Canoe e kayak a parte, che rappresentano un argomento di nicchia, per le nostre esigenze andranno benissimo scafi fuoribordo dai 4,5 metri in su, compresi i piccoli gommoni che, se opportunamente allestiti, si sono rivelati perfette macchine da guerra. La stabilità laterale dovrà essere tenuta in considerazione, non solo per un fatto di sicurezza, come dicevamo, ma per garantirci il giusto equilibrio durante l’azione di pesca. Fin che si tratta di bolentino che si può esercitare da seduti problemi non ce ne sono, ma quando siamo in traina e siamo alle prese con uno strike a cui è necessario rispondere a canna alta e in piedi, bisogna far bene i conti per rimanervi stabilmente.

mi faccio la barca 4La stabilità laterale è una dote irrinunciabile per una barca da pesca, soprattutto se di piccole dimensioni.

Il gioco cambia se parliamo di gommoni che, in virtù di forma e grande spinta di galleggiamento, non soffrono il rollio. Anche la motorizzazione su cui potremo contare dovrà garantirci almeno una velocità di crociera di sei o sette nodi, per concederci il piacere della trainetta costiera con artificiali e poter scendere ad almeno un nodo e mezzo se si vuole pescare con il vivo. Guida a barra o dalla console poco conta se ci si riesce a sistemare con tutta l’attrezzatura in pesca in modo adeguato.

Dal dire al fare

La differenza tra una barca da “passeggio” ed una da pesca sono i porta canne, e la differenza tra una barca che funziona e una dove si pesca in modo scomodo è il posizionamento e il tipo di porta canne. Ce ne sono di mille tipi, di plastica o di acciaio, girevoli e fissi, da incasso dritti ed angolati, basculanti e chi più ne ha più ne metta. L’importante è che assolvano in modo affidabile e solidamente il loro lavoro e che siano montati in punti strategici della barca; posizionarli correttamente significa avere la massima flessibilità in pesca grazie al fatto di poterli adoperare per più tecniche o semplicemente per collocare le canne durante i trasferimenti. 

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Una duplice tipologia  di porta canna orientabile, con due filosofie di uso diverse ma complementari; il primo può assumere quasi tutte le posizioni, il secondo invece oltre a poter essere orientato a 360° consente il combattimento  senza  estrarre la canna 

Attenzione alle tecniche di montaggio: assolutamente da sconsigliare i sistemi applicati su tubolari e pulpiti, per più motivi: spesso sotto il peso di canna e mulinello ruotano, con il rischio di perdere l’attrezzatura o, sotto una forte trazione, capita che cedano i supporti del tubolare con le immaginabili conseguenze. Il punto di elezione per montare un porta canna è la falchetta, ovvero la parte superiore della murata. Quando si installano quelli ad incasso, ricordate che sono lievemente inclinati ed il foro da fare dovrà avere la medesima angolazione, cosa semplice da ottenere dando al trapano l’inclinazione della parte tubolare. Il montaggio di quelli smontabili dovrà prevedere una accurata verifica preventiva della robustezza della falchetta. Se non ci fosse un adeguato spessore dove far mordere la filettatura della vite in modo solido, dovremo ricorrere a viti passanti con dado autobloccante. 

mi faccio la barca 6L’applicazione dei supporti deve essere molto robusta, perché la canna , se sottoposta a forti sollecitazioni, rappresenta un braccio di leva in grado di esercitare molta forza.

Se lo spessore fosse esiguo e la superficie di appoggio flessibile, l’unica soluzione è quella di apporre, da sotto, una tavoletta di compensato marino che ripartisca lo sforzo, meglio se resa solidale con una buona resinatura: mi è capitato per ben due volte veder volare in mare canna e porta canna sotto la violenta trazione di un pesce di taglia ed è un evento cui, oltre al danno, si unisce la beffa del pesce perso..

 

Acqua a bordo

Il mantenimento delle esche vive, in una barca con poco spazio, può essere un problema, facilmente risolvibile con poca spesa e un po’ di manualità. Dando per scontato che un impianto fisso con foro passante nello scafo sia da scartare, si può ricorrere a due soluzioni. La prima consiste nel montare in un punto protetto una piccola pompa tipo autoclave convogliando il tubo di aspirazione, meglio se con anima in metallo, che non può fare strozzature, fuoribordo fissandolo con delle fascette; al punto di uscita acqua a pressione della pompa basterà collegare un tratto di tubazione con un raccordo da giardinaggio con acqua stop. Da questo raccordo potremo prelevare l’acqua necessaria a tenere in vita le esche o, anche, quella che ci serve per dare una pulita al pozzetto. Se si vuole optare per un sistema di maggior semplicità, da montare quando serve, potremo usare una piccola pompa di sentina che, tramite un supporto rigido, applicheremo fuoribordo, appena sotto il pelo dell’acqua.

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Ecco le pompe che possono essere adoperate per la vasca del vivo, a sinistra una normalmente destinata alla sentina che può essere immersa in acqua e l’altra che deve essere installata a bordo  e pescare l’acqua con un tubo esterno

Dandogli alimentazione otterremo un flusso d’acqua più che sufficiente a tenere in vita ogni tipo di esca. Come vasca del vivo non ci sarà da formalizzarsi troppo e vi garantisco che un igloo sarà una soluzione eccellente, ottima come sedile; a fine pescata, poi, si trasformerà in vasca del pescato. In alternativa, anche un contenitore in plastica, sempre munito di coperchio, andrà bene. 

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Due vasche del vivo assolutamente artigianali ma molto funzionali.

Una questione di Volt

Uno dei problemi più grandi che in una piccola barca ci si trova ad affrontare è quello dell’alimentazione elettrica delle apparecchiature di bordo. E’ inevitabile installare una batteria che fornisca energia per tutta la giornata di pesca e che, se possibile, venga ricaricata dal motore. Quando questo ha l’avviamento elettrico il problema non si pone perché la batteria di avviamento sarà sufficiente; ma, quando non è così, si può porre rimedio verificando se il motore è predisposto con un’uscita di ricarica o se è realizzabile l’installazione di un piccolo raddrizzatore (è possibile su tutti i piccoli fuoribordo) che fornisca energia sufficiente a tenere la tensione di batteria a livello. 

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Leggere e potenti queste batterie possono essere trasportate facilmente, garantire una buona autonomia  e essere  ricaricate comodamente a casa 

L’alternativa pratica a tutto ciò sono delle piccole batterie compatte e allo stesso tempo leggere, prive di acido e quindi in grado di essere trasportate ed adoperate in tutte le posizioni, che arrivano anche a 20Ah, in grado, se usate correttamente, di alimentare gps e scandaglio per tutto il giorno.