Un guardiano in movimento

 Di Umberto Simonelli

Nella pesca a traina con le esche vive, certamente il sistema di affondamento con il piombo guardiano è il più comune, grazie alla sua semplicità di utilizzo e, soprattutto, alla sua efficienza. Un sistema geniale e, più di tutto, minimalistico: uno spezzone di filo, un peso ed ecco fatto, è possibile portare le esche sul fondo garantendone soprattutto l’integrità. Questa soluzione di affondamento prende il nome proprio dal fatto che il piombo, precedendo il terminale, quando tocca il fondo “mette in guardia” il pescatore, dandogli la possibilità di regolare la quota a cui si vuol far lavorare l’esca. Questo metodo non è solo un banale, seppur originale, sistema di affondamento: è un vero e proprio sistema pesca; e così la semplice zavorra entra a far parte a pieno titolo del sistema pescante e la sua corretta gestione può avere un ruolo determinante.

L’altezza dal fondo

Una delle opportunità che il “sistema guardiano” offre è quella di modificare a piacimento la lunghezza del bracciolo che sostiene il piombo. La possibilità di variarne la misura ci consente di aumentare la selettività dell’azione di pesca. Ad esempio, nella ricerca dei dentici, un terminale particolarmente corto insieme a un guardiano altrettanto breve (facendo attenzione a che il fondo non sia particolarmente accidentato) riescono a rendere l’esplorazione dell’area molto dettagliata, incisiva e con l’esca radente il fondo.

È molto frequente che i dentici mangino proprio sul fondo e in punti precisi; per sondare in modo puntuale queste zone molto è indispensabile avvalersi di terminali appositamente concepiti.  

 

La forza del peso

Allo stesso tempo il peso, oltre ad essere un elemento importante per raggiungere le profondità volute, può modificare l’assetto del complesso pescante; pescare leggeri, ad esempio, permette di offrire minore resistenza nel momento dell’aggressione dell’esca (insospettendo meno il pesce) e rende la presentazione dell’esca molto più naturale. La curva che descrivono lenza e terminale è più morbida e, pescando a mezz’acqua alla ricerca delle ricciole, può fare la differenza.

A parità di velocità di traina, la distanza ed il punto di ingresso della lenza in acqua e il suo angolo di incidenza con la superficie indicano chiaramente l’assetto che il complesso pescante prende in acqua. La scelta della grammatura del piombo quindi non dipenderà solo dalla profondità da raggiungere ma anche dalla corrente presente.  

Audio e video

Anche la componente acustica ha il suo perché: il rumore che il piombo genera quando impatta sul fondo non di rado funziona da richiamo e suscita la curiosità del pesce, così come la nuvola di limo che si genera quando, su fondale di grotto o di fango, il piombo viene trascinato, producendo un impatto visivo. Ciò simula piccoli pesci sul fondo intenti a grufolare, generando un’azione di richiamo di altri piccoli pesci e successivamente anche dei predatori. Così, strusciare il piombo sul fondo alzando nuvolette di fango o facendolo battere ritmicamente è un’altra di quelle “azioni” possibili solo con il guardiano.

L’applicazione del guardiano è localizzata nel punto di connessione tra lenza madre e terminale: questa la soluzione standard più semplice realizzata tramite un’asola ricavata dal multi fibra e un semplice moschettone che rimarrà aperto.

Scorrendo sul filo

Non sempre le mangiate si manifestano in modo violento e repentino. Può capitare, infatti, che l’aggressione dell’esca (soprattutto se si tratta di seppie e calamari) sul fondo, da parte dei dentici, abbia un ingaggio leggero con piccoli morsi di assaggio, evidenziati dalla leggera vibrazione del cimino. In questi casi bisogna “lasciar mangiare” il pesce, cedendo filo e adagiando l’esca sul fondo. Filando lenza in acqua, rallenteremo il trascinamento dell’esca per non sottrarla al pesce, il quale potrebbe, però, insospettirsi della innaturale trazione esercitata dal piombo con il suo peso. Ecco entrare in gioco una versione scorrevole del guardiano che, avvalendosi di una particolare ma semplicissima connessione sulla lenza madre, farà sì che il pinnuto possa appropriarsi del boccone senza avvertire il peso, che rimarrà fermo sul fondo.

 

Ecco la versione scorrevole, in cui si nota chiaramente la presenza anche del punto di connessione fisso ( vedi foto precedente ) e di una perlina salva-nodo di battuta. Il particolare aggancio è libero di scorrere quando il piombo viene poggiato a terra. Ovviamente in questa versione la chiusura sarà obbligatoria per evitare di perdere il piombo. La perlina dovrà essere bloccata da un nodino che non la faccia scorrere.

Quando l’abboccata si farà decisa, la ferrata coronerà l’azione di pesca. Questa particolare montatura risulterà insostituibile quando ci troveremo a confronto con pesci sospettosi, come alcuni dentici, i fragolini di taglia e l’orata che, in autunno e fino al primo periodo invernale, accosta e attacca seppie e calamari trainati lentamente sul fondo.