Dove la metto?

Durante la traina è corretto pescare tenendo la canna in mano o nel porta canna? In effetti stare con la canna in mano per ore è faticoso; se poi si pesca in solitario diventa veramente difficile fare l’uno e l’altro e comunque con la canna nel porta canne, il controllo del complesso pescante  risulta meno pronto e nelle situazioni difficili con pesci diffidenti lo strike può risultarne compromesso. Effettivamente, soprattutto se si pesca con il piombo guardiano e alla ricerca dei dentici, la canna in mano consente di sondare il fondo in modo più preciso e puntuale, tenendo la ”situazione” sempre sotto controllo. Ma è altrettanto vero che è possibile svolgere una corretta e fruttuosa azione di pesca anche con la canna nel porta canna, a patto che sia sempre a portata di mano e che l’occhio sia costantemente sul cimino, per percepire ogni piccolo segnale. Ed in questo l’abitudine gioca un ruolo determinante. Se, poi, l’andamento del fondo è regolare, a maggior ragione si potrà riporre la canna nel porta canna, così come sarà la scelta più logica quando saremo in cerca di ricciole con l’esca a mezz’acqua. Comunque, a prescindere da come si tenga la canna è regola generale che se avremo l’esca sul fondo dovremo tenere la frizione serrata, per non concedere al pesce fughe che gli permettano di rompere la lenza tra gli scogli; mentre, se saremo in quota, una frizione “più morbida” farà sì che anche la più sospettosa delle ricciole possa tranquillamente ingoiare l’esca senza avvertire trazione, cosa che al contrario potrebbe indurla a risputare l’esca o a precipitarsi sul fondo per liberarsi dagli ami. Ma la gestione della canna non termina solo nel modo di tenerla in pesca. Perché, quando la si tiene in mano , quasi in modo automatico, si controlla e si ammortizza la reazione della canna stessa sollecitata dall’effetto pendolo generate da rollio e beccheggio sotto la trazione del piombo guardiano ed inoltre si tende a tenere la canna quasi parallela alla superficie del mare. Questo rende l’andamento dell’esca, soprattutto in acqua bassa più regolare, con minori vibrazioni e ondulazioni. Va da se che il porta canne ideale è quello mobile da montare sul trincarino e che deve riuscire a divergere bene la lenza e tenere la canna a 90° rispetto alla murata e il più possibile parallela al mare. Non dimentichiamo anche la qualità del porta canna, non solo per quanto riguarda la resistenza meccanica e l’inossidabilità, ma soprattutto per la fluidità di disinserzione della canna e di un riscontro che blocchi la crociera della canna ben fatto. Ovviamente le rifiniture interne non devono rovinare il manico.

Umberto Simonelli