Pesca da terra: Bocconi nel freddo

La scelta dell’esca in base al periodo dell’anno è uno dei dilemmi che affligge ogni pescatore. La temperatura dell’acqua influisce molto sull’efficacia dei nostri bocconi, ed esche che nei periodi caldi si rivelano eccezionali, potrebbero deluderci in periodi difficili come quelli invernali.

Nell’acqua fredda gli odori tendono a diffondersi con difficoltà, e i pesci sono soliti ridurre le proprie escursioni alla cieca in cerca di cibo per gestire al meglio le proprie risorse energetiche.

Se l’olfatto rappresenta uno dei sensi più sviluppati dei pinnuti, è anche vero che quando gli aromi “la titano” , la vista e la linea laterale per percepire le vibrazioni di potenziali prede, divengono quelli più usati. Sfruttare queste nozioni per proporre il boccone giusto al momento giusto, e nel modo giusto, può sicuramente aiutarci a piaggiare qualche bella preda in più.

IN VISTA E IN MOVIMENTO

Cappellotti, tranci di calamari, di seppie, e di polpi, innescate nei più svariati modi, rappresentano le esche invernali per antonomasia. Facili da conservare e da innescare,una volta in acqua presentano una luminescenza in grado da renderle visibili a grande distanza, anche per il contrasto elevato specialmente su fondali misti. Sono gradite a molti pesci pregiati, sia predatori che grufolatori, e la loro resistenza ai piccoli pesci ci permette di rimanere in pesca tranquilli aumentando i tempi di controllo, che nelle fredde notti invernali vuol dire tanto. Le prede che sono particolarmente interessate a queste esche sono soprattutto i saraghi e le orate, ma anche spigole e gronghi. La loro efficacia e proporzionale allo stato del mare: più le onde respirano, più il loro potere attirante aumenta. Il mare calmo però ne rappresenta il limite di utilizzo.

Il discorso cambia utilizzando esche vive: il loro movimento attira i pesci in ogni condizione stimolando gli organi recettivi che rivelano i movimenti di una potenziale preda.

Vivo vuol dire quindi piccoli pesci esca come cefali, le stesse mormore, e le anguilline, per tentare i predatori, ma anche piccoli crostacei per i grandi e irrequieti grufolatori.