Passione Dentice

Il dentice è una delle prede più ricercate dai pescatori che lo insidiano con la tecnica della traina di fondo con le esche naturali, vive o morte. Un pesce molto tecnico che deve essere ricercato con perizia e profonda conoscenza dell’ habitat in cui vive e delle sue abitudini predatorie e alimentari, che si differenziano secondo l’areale e i periodi dell’anno.

La traina è una pesca classica, oggi resa moderna e mirata dalle conoscenze acquisite in anni di pratica e dalle strumentazioni come lo scandaglio e il gps, che ci aiutano nella ricerca sul fondo e nel memorizzare le poste migliori; ma rimane pur sempre una tecnica in grado di farci stare col cuore sospeso e, con la dovuta esperienza, di essere anche molto selettiva in grado di insidiare prede specifiche.

Il sogno

L’imbarcazione procede lentamente, la canna è piegata sotto il peso del piombo guardiano, l’ esca rade il fondo sondando ogni piccolo anfratto e ogni salto di roccia, gli occhi fissi sulla canna in una ipnotica trance e l’orecchio pronto a percepire ogni minimo slittamento del cicalino; il filo teso fende la superficie dell’acqua qualche metro più indietro, tracciando una debole scia, in un immobile percorso privo di segnali dal fondo. Ma ad un tratto, inaspettata, una forza irresistibile anima la canna infliggendo rabbiosi colpi al cimino che esplodono poi in una lunga fuga, che fa stridere violentemente la cicala del mulinello: un attimo di smarrimento e poi la pronta ferrata che da inizio al confronto tra uomo e pesce, uniti da un debole filo, fino a vedere aggallare poco più in là la forma inconfondibile di un magnifico dentice che risplende della sua livrea color acciaio…

Il dentice ormai vinto, in genere, a fine combattimento, soprattutto dopo strike in acque profonde, aggalla spontaneamente spinto dal volume della vescica natatoria che espandendosi fa estroflettere anche lo stomaco.

L’importanza della conoscenza

La cattura è l’epilogo che ognuno di noi si augura e l’emozione che brama ad ogni uscita in mare, ma a pesca non ci sono certezze e non ci sono regole fisse e tutto si può evolvere nel giro di pochi istanti come rimanere staticamente fermo senza alcun risultato. C’è di certo che la pesca al dentice è una pesca specifica che si effettua mettendo in campo strategie estremamente selettive mirate ad insidiare il principe degli sparidi. In primo luogo è bene sapere che la sua vita si svolge in forma gregaria durante il periodo giovanile per poi diventare , in età adulta, più solitario e diffidente condividendo al massimo la sua attività di caccia con numero ristretto di individui di taglia simile. Predatore potente e veloce sferra attacchi fulminei alle prede, generalmente sul fondo pur non disdegnando rapide puntate in quota per sorprendere qualche malcapitato pesce dal basso. La sua vita si svolge nella fascia d’acqua prossima al fondo, in profondità nei mesi invernali e più a terra durante i mesi caldi preferendo fasce d’acqua più temperate.

In questa pesca, oltre che di una buona tecnica è necessario avvalersi di attrezzature all’altezza della situazione.

Le preferenze alimentari

Il dentice è di gusti i non particolarmente sofisticati e generalmente la sua dieta varia da piccoli pesci ai crostacei e ai cefalopodi, che hanno come comun denominatore quello di vivere in stretto contatto con il fondo o in sua prossimità. Sebbene qualche volta sia stato pescato, veramente per caso, in prossimità della superficie in mezzo alle mangianze. Al di la di rari episodi lo insidieremo innescando un po’ tutte le esche classiche come sugherelli, aguglie, boghe e ovviamente seppie e calamari. Questi ultimi sono una esca d’elezione prerogativa dei mesi invernali, (catturanti anche se morti) e che, in alcune zone è gradita tutto l’anno mentre, in altre, può essere meno catturante rispetto a altre più guizzanti. In primavera il dentice non saprà resistere ai sugheri o alle prime aguglie di stagione; ma in mancanza di meglio potremo insidiare questo nobile predatore con boghe, menole e addirittura con le perchie, che traineremo a velocità molto ridotte.