Amo a paletta

La legatura degli ami rappresenta un gesto abituale per chi va a pesca, una consuetudine alla quale non si fa più caso. I neofiti spesso trascurano alcuni importanti aspetti del confezionamento di una lenza. Nel caso degli ami a paletta l’attenzione va rivolta a tre aspetti di fondamentale importanza. A prescindere dal tipo di nodo che si usa, è indispensabile che le spire del filo siano perfettamente ordinate, senza alcuna sovrapposizione ma, soprattutto, bisogna prestare molta cura a che l’assuccamento del nodo avvenga senza traumi per il filo; quindi la lubrificazione è indispensabile. Secondo punto: il trimming, ovvero il taglio dell’eccedenza, deve essere calcolato in modo che la lunghezza residua consenta al nodo di stringersi senza disfarsi, ma è particolarmente importante serrare il nodo senza stressare il filo, compito che lasceremo al pesce; diversamente andremo in pesca con un nylon in parte compromesso. Ultimo punto, ma non per importanza, è il posizionamento del filo del terminale. Il filo uscente dal nodo dovrà posizionarsi posteriormente alla paletta per evitare che questa, in fase di sollecitazione, sfregandovi, lo possa logorare . Infatti, sotto la trazione del pesce l’amo sarà costretto ad una parziale rotazione in avanti; se il filo uscisse dal nodo dalla parte rivolta verso la punta, la paletta vi urterebbe usurandolo.

Nella foto a sinistra, sotto trazione il filo entra pericolosamente in contatto con la paletta dell’amo; nella foto di destra il posizionamento è invece corretto e il filo si discosta da punti di frizione.